Città

Gerusalemme 

Mi trovavo a Gerusalemme per una mostra, ospite della Cooperazione Italiana per lo Sviluppo. Da quel soggiorno nacque un  taccuino gerosolimitano. Un carnet complicato come la città che racconta; un percorso sottosopra, con due accessi: uno per la parte araba, l’altro per quella ebraica. Ai due capi le  due SCRITTURE, dissimili modulazioni della stessa semitica voce. La parte araba comincia con  il minuzioso ritratto della Città Vecchia, dipinta dalla comoda postazione del Monte degli Ulivi…

Stefano Faravelli

Pubblicato in Disegno | Lascia un commento

Sensibili… al buio. Gli ISO

Fotografare di notte o in posti bui non è sempre facile, ma come una volta, si può ancora “cambiare” la sensibilità della pellicola. Si chiama sensibilità, si scrive ISO e normalmente varia da 200 (condizioni di luce buona) a oltre 6400 (condizioni di luce scarsa) nelle fotocamere di medio livello. In pratica, volendo usare una metafora automobilistica, è come se scalassimo di marcia per affrontare una salita: cambiati gli ISO si gestiscono tempi e diaframmi regolarmente per ottenere la perfetta esposizione. Si può arrivare a uno sgranamento dell’immagine che ricrea la stessa atmosfera della pellicola con un elevato numeo di ISO: un po’ nebulosa, sicuramente meno definita, a volte romantica…

Vincenzo Cammarata

Pubblicato in Fotografia | Lascia un commento

Conversazioni 2

Per costruire un dialogo occorre applicare alcune regole. Prima di tutto il dialogo va strutturato, imbastito: si stabilisce il senso generale e l’alternanza di chi parla. Non serve mettere sempre “disse”o “rispose”, cercate piuttosto di usare verbi diversi: “Paola gridò” è diverso da “Paola sussurrò”.  A volte il lettore capisce bene anche senza queste indicazioni, per esempio se due personaggi parlano regolarmente uno per volta. Ogni personaggio dovrebbe avere la sua voce: un vecchio sacerdote africano non parla come noi… Aggiungete poi le informazioni essenziali – l’ora, il luogo, quel che i personaggi stanno facendo, i loro movimenti nello spazio – e il dialogo sarà pronto. Che fatica però…

Claudio Visentin

Pubblicato in Scrittura | Lascia un commento

Conversazioni 1

Nella scrittura di viaggio il dialogo viene usato soprattutto per raccontare l’incontro con lo straniero. È molto più di una chiacchierata. Mano a mano che il dialogo procede si definisce la relazione tra gli interlocutori,  progredisce l’azione(attraverso informazioni, avvenimenti ecc.), si costruisce il personaggio. Scoprirete subito che scrivere un buon dialogo non è per nulla facile. È forse questo l’aspetto più tecnico della scrittura, di viaggio o meno. Un esercizio assai utile è quello di registrare e trascrivere un vostro dialogo con un amico, per esempio su Skype. Vi sorprenderà notare che un dialogo vero può suonare falso sulla carta e viceversa.

Claudio Visentin

Pubblicato in Scrittura | Lascia un commento