Descrivere cose, descrivere concetti

Se siamo a Napoli, lungo la riviera di Chiaia, e vogliamo raccontare dei ragazzi che passeggiano mano nella mano, dei turisti che fotografano le forme morbide di Castel dell’Ovo oppure ci affascina la piccola entrata della piccola bottega di Marinella, il produttore di cravatte più famoso al mondo, che facciamo? La risposta più semplice è quella giusta, anche se la più difficile da perseguire: descriviamo esattamente ciò che vediamo. Senza aggiungere nulla di concettuale, nessuna riflessione ulteriore. Semplicemente raccontiamo ciò che stiamo vedendo, come se lo raccontassimo a qualcuno al telefono. Solo in una seconda fase torneremo sulla nostra pagina scritta ed eventualmente aggiungeremo i concetti. Ma attenzione, come abbiamo già detto: una parola ben selezionata (un sostantivo o un aggettivo calibrato) è meglio di cento giri di parole teorici.

Claudio Visentin e Guido Bosticco

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Una risposta a Descrivere cose, descrivere concetti

  1. August Graves scrive:

    Un vecchio di nome Takahama viveva in una casetta dietro il cimitero. Piaceva ai vicini, ma era considerato un uomo strano dal momento che nessuno l’aveva mai visto avere un rapporto con una donna. Un’estate Takahama stava così male che invitò sua sorella con suo figlio a venire a trovarlo per rendergli gli ultimi giorni di vita più facili. Un giorno, mentre osservavano il vecchio che dormiva, dalla finestra entrò una farfalla bianca e si fermò sul suo cuscino. Madre e figlio tentarono di allontanarla, ma la farfalla continuava a tornare, almeno per un paio di volte. Quando la farfalla uscì dalla stanza per ultima volta, il nipote Takahamin si mise a seguirla. Il ragazzo vide che la farfalla volava diritto ad una tomba. Volò brevemente intorno alla tomba ed improvvisamente scomparve. Il giovane allora corse al sepolcro e lo fissò da tutti i lati. Improvvisamente notò un foglio bianco su cui era scritto Akiko. Morta quando aveva 18 anni. Il giovane rapidamente tornò a casa e disse a sua madre ciò che aveva visto. Nel frattempo, Takahama morì. Quando la giovane madre sentì quello che era successo, il suo cuore si riempì di gioia. -Akiko – mormorò – Quando era giovane tuo zio, era fidanzato con una bella ragazza di nome Akiko. Pochi giorni prima del matrimonio, lei improvvisamente si ammalò e morì. Il giorno del suo funerale, Takahama giurò che non avrebbe più guardato altre donne, e fino alla fine della sua vita avrebbe vissuto vicino la sua tomba per prendersi cura di lei. In tutti questi anni aveva mantenuto la sua promessa. Ogni giorno andava a sua tomba e le portava fiori. Negli ultimi momenti della sua vita non era più in grado di mantenere la sua promessa, allora Akiko era venuta da lui. Una farfalla bianca è in realtà la sua anima.

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