Era una notte buia e tempestosa.

Un buon attacco fa la differenza, incuriosisce il lettore, lo invoglia a continuare. Fa’ dunque in modo che il tuo scritto cominci in modo imprevisto, vivace, divertente. Prendi all’amo il tuo lettore, ci sarà poi tempo per sviluppare il filo logico della narrazione.

Lo stesso discorso vale per la chiusa, che rappresenta una sorta di congedo dal nostro lettore, al quale naturalmente vogliamo lasciare un buon ricordo di noi.

Un facile esercizio: entra in una libreria e guarda come iniziano e finiscono i libri di viaggio esposti.

Claudio Visentin

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Una risposta a Era una notte buia e tempestosa.

  1. Claudia scrive:

    Ottimo consiglio. In effetti sono le parti che restano più impresse. A volte ho letto libri con un inizio deludente o che mi hanno lasciato l’amaro in bocca a causa del finale. Per questo quando scrivo cerco di fare attenzione all’Attacco e alla Chiusa… o almeno ci provo! Di solito non racconto i miei viaggi perché mi piace inventare storie. Ma credo che ogni storia in fondo sia un “viaggio”, perché porta ad allontanarsi dalla propria realtà per calarsi in un’altra. In questo senso chi scrive è sempre in viaggio. Se poi la storia è ambientata in paesi mai visitati, bisogna far ricerche per descrivere i dettagli e soprattutto per riportare l’atmosfera che si respira in quei luoghi. Qui entrano in gioco i libri di viaggio…
    Si potrebbe quasi parlare di “un viaggio nel viaggio”.

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