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	<description>Consigli di fotografia, disegno e scrittura per i vostri ricordi di viaggio</description>
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		<title>Cambiare occhi (ancora sul punto di vista)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si viaggia, si è sempre stranieri per gli abitanti del posto che si visita, così come loro sono stranieri per noi. Il punto di vista dello “straniero” può essere di grande aiuto per ottenere uno sguardo diverso e originale &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/cambiare-occhi-ancora-sul-punto-di-vista/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si viaggia, si è sempre stranieri per gli abitanti del posto che si visita, così come loro sono stranieri per noi. Il punto di vista dello “straniero” può essere di grande aiuto per ottenere uno sguardo diverso e originale sull’ambiente che ci circonda, soprattutto in quei casi in cui non sappiamo come uscire dai binari di una descrizione un po’ trita, fatta di stereotipi. Come parlare di Rimini al di là di Fellini, della piadina romagnola e delle discoteche? Cercate qualche straniero che per i motivi più disparati abbia deciso di fermarsi a Rimini e ricominciare da lì: vi racconterà una città tutta sua, inedita, probabilmente con qualche sorpresa.</p>
<p><em>Claudio Visentin e Giulia De Dominicis</em></p>
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		<title>Parla come Mangi.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 09:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Non lasciatevi prendere dalla tentazione di impreziosire le vostre descrizioni o il vostro racconto con parole desuete, che non usereste mai in una conversazione quotidiana. Siamo d’accordo che la scalinata di Trinità dei Monti a Roma, durante l’Infiorata, sia uno &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/parla-come-mangi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non lasciatevi prendere dalla tentazione di impreziosire le vostre descrizioni o il vostro racconto con parole desuete, che non usereste mai in una conversazione quotidiana. Siamo d’accordo che la scalinata di Trinità dei Monti a Roma, durante l’Infiorata, sia uno spettacolo per gli occhi, ma è davvero efficace descriverla come “un tripudio di fiori dal profumo inebriante”? Delle due l’una: o vi chiamate Gabriele D’Annunzio, oppure scegliete parole che siano realmente rappresentative del vostro vocabolario quotidiano. Risulterete sicuramente meno banali o finti e il vostro lettore vi ringrazierà.</p>
<p><em>Claudio Visentin e Giulia De Dominicis</em></p>
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		<title>Verbi: istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 10:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[I verbi? Siamo tornati sui banchi delle elementari? Vi chiederete. No, parliamo ancora di trucchi e consigli, semplici e utili. Primo: usate sempre i verbi alla forma attiva, se potete. La forma passiva serve solo quando non si conosce l’autore &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/verbi-istruzioni-per-luso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I verbi? Siamo tornati sui banchi delle elementari? Vi chiederete. No, parliamo ancora di trucchi e consigli, semplici e utili.</p>
<p>Primo: usate sempre i verbi alla forma attiva, se potete. La forma passiva serve solo quando non si conosce l’autore dell’azione o se chi ha subito l’azione è più importante di chi la ha compiuta. Regola aurea e che funziona.</p>
<p>Secondo: privilegiate i verbi rispetto ai sostantivi. Sono più brevi ed anche più forti ed espressivi, perché sono “vitali”, compiono l&#8217;azione di cui parlano. Per esempio: fra “la partenza era prevista per le otto” e “siamo partiti alle otto”, c&#8217;è differenza. Oppure fra: “L&#8217;attenzione del gruppo era altissima” e “il gruppo era molto attento” o “il gruppo stava attentissimo”&#8230; da una parte c&#8217;è un concetto astratto, dall&#8217;altra un soggetto vivo che compie un&#8217;azione viva.</p>
<p>Non è obbligatorio scegliere uno piuttosto che l&#8217;altro, ma prestateci attenzione e decidetelo con consapevolezza.</p>
<p><em>Claudio Visentin e Guido Bosticco</em></p>
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		<title>Suono</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 10:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Le parole suonano. La lettura è musica. Abbiamo parlato del ritmo, ma che dire della melodia? Che cosa c&#8217;entra con la scrittura di viaggio? Vi chiederete. Ebbene, ogni parola ha una forma, una lunghezza, ha un sapore, ha un&#8217;immagine legata &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/suono/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole suonano. La lettura è musica. Abbiamo parlato del ritmo, ma che dire della melodia? Che cosa c&#8217;entra con la scrittura di viaggio? Vi chiederete. Ebbene, ogni parola ha una forma, una lunghezza, ha un sapore, ha un&#8217;immagine legata a sé, foss&#8217;anche una forma astratta, ed ha un suono. Il suono della parola è qualcosa a cui non diamo mai abbastanza peso. E non serve solo per creare le allitterazioni o altre figure retoriche che ci ricordiamo dai banchi di scuola. Il suono delle parole è la loro stessa natura. Se una parola vi “suona bene” è perché è in consonanza armonica con il resto della frase e con voi stessi. È molto importante non accontentarsi mai e sperimentare sempre suoni nuovi. Immaginate una sequenza di aggettivi sempre più forti (es: era un profumo intenso, acre, penetrante, insopportabile&#8230;) e immaginatevi di leggerla a voce alta, alzando sempre di più il tono e il volume. Vi “suona bene”? Allora funziona!</p>
<p><em>Claudio Visentin e Guido Bosticco</em></p>
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		<title>Ritmo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 10:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Comporre una frase è come comporre una musica. Si sta attenti alle note e al tempo. Al ritmo. C&#8217;è un ritmo in ogni frase, pensiamo alla metrica dei poeti, ma così è anche nella prosa. Poi c&#8217;è un ritmo all&#8217;interno &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/ritmo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comporre una frase è come comporre una musica. Si sta attenti alle note e al tempo. Al ritmo. C&#8217;è un ritmo in ogni frase, pensiamo alla metrica dei poeti, ma così è anche nella prosa. Poi c&#8217;è un ritmo all&#8217;interno di ogni parola, dato per esempio dall&#8217;accento con cui si pronuncia. Ma c&#8217;è un ritmo anche all&#8217;interno di ogni pagina, di ogni capitolo, se si tratta di un libro, e all&#8217;interno del libro intero. La scrittura è questione di ritmo. E il ritmo è scandito dalla punteggiatura (di cui parleremo in un prossimo post): frasi brevi e sincopate danno una certa sensazione in chi legge; frasi lunghe o le distese di elenchi separati da virgole ne danno un&#8217;altra. Dove posizioniamo gli aggettivi; se iniziamo le frasi con “e” o con “ma”, come per dare più spinta e connessione con la frase precedente; se usiamo molti verbi in forma passiva; se andiamo a capo spesso&#8230; sono tutti elementi che determinano il ritmo delle frasi. Ogni bravo scrittore è, dentro di sé, anche un bravo musicista!</p>
<p><em>Claudio Visentin e Guido Bosticco</em></p>
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		<title>Una basta!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 08:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Due foto scattate in sequenza o due foto che ritraggono lo stesso soggetto, oggetto o paesaggio. Naturalmente per le raccomandazioni fatte all&#8217;inizio del nostro percorso, non vanno tenute entrambe. Va fatta una selezione. E allora quale tengo? Quali criteri adopero &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/una-basta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spacetravelnotes.com/wp-content/uploads/consiglio_36.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1301" title="consiglio_36" src="http://www.spacetravelnotes.com/wp-content/uploads/consiglio_36-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Due foto scattate in sequenza o due foto che ritraggono lo stesso soggetto, oggetto o paesaggio. Naturalmente per le raccomandazioni fatte all&#8217;inizio del nostro percorso, non vanno tenute entrambe. Va fatta una selezione. E allora quale tengo? Quali criteri adopero per scegliere l&#8217;una o l&#8217;altra? Tendenzialmente quella che &#8220;parla&#8221; di più, quella che comunica meglio un luogo, che narra delle persone ritratte e che descrive meglio un oggetto o una situazione. Ma fin qui rimaniamo ancora sul vago, allora a parità di potere comunicativo occorre scegliere quella perfetta (o migliore) dal punto di vista tecnico. Controlliamo la messa a fuoco, il micromosso (se questo non serve per raccontare qualcosa sulle condizioni &#8211; concitate?- che c&#8217;erano al momento dello scatto), se c&#8217;è qualche elemento superfluo che entra nella fotografia (passanti, auto, uccelli) e naturalmente, se si tratta di un ritratto, soprattutto se di gruppo, se qualcuno ha gli occhi chiusi&#8230;</p>
<p> <em>Vincenzo Cammarata</em></p>
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		<title>Ok, riflettiamo.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 08:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[  &#160; Spesso i primi passi di tutti i fotografi digitali (dove scattare una o 100 foto non influisce minimamente sulla nostra economia) passano per varie fasi identificabili dai soggetti scelti: tazzina di caffè e tavolini del bar sono solo &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/ok-riflettiamo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.spacetravelnotes.com/wp-content/uploads/consiglio_35.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1293" title="consiglio_35" src="http://www.spacetravelnotes.com/wp-content/uploads/consiglio_35-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spesso i primi passi di tutti i fotografi digitali (dove scattare una o 100 foto non influisce minimamente sulla nostra economia) passano per varie fasi identificabili dai soggetti scelti: tazzina di caffè e tavolini del bar sono solo l&#8217;inizio, si passa poi ai dettagli, ai muri, agli autoscatti&#8230; una delle fasi interessanti sono le sperimentazioni con specchi e specchi d&#8217;acqua in genere, con le pozzanghere ad esempio. Questa fase non è da sottovalutare perchè spinge chi fotografa a studiarsi la scena e a spostarsi per cercare l&#8217;inquadratura migliore: operazione da fare sempre, anche dopo aver superato questa fase &#8220;riflessiva&#8221;.</p>
<p><em> Vincenzo Cammarata</em></p>
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		<title>Il triangolo magico&#8230; riepilogando l&#8217;esposizione</title>
		<link>http://www.spacetravelnotes.com/il-triangolo-magico-riepilogando-lesposizione/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 08:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricapitolando un po&#8217; di tecnica, ci tenevo a citare i tre aspetti visti fin qui per avere una giusta esposizione: 1) Diaframma &#62; influente sulla profondità di campo e quindi sulle aree di messa a fuoco. 2) Tempi &#62; per &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/il-triangolo-magico-riepilogando-lesposizione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spacetravelnotes.com/wp-content/uploads/consiglio_34.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1289" title="consiglio_34" src="http://www.spacetravelnotes.com/wp-content/uploads/consiglio_34-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p>Ricapitolando un po&#8217; di tecnica, ci tenevo a citare i tre aspetti visti fin qui per avere una giusta esposizione: 1) Diaframma &gt; influente sulla profondità di campo e quindi sulle aree di messa a fuoco. 2) Tempi &gt; per restituire o negare movimento ai soggetti delle nostre foto. 3) ISO &gt; La sensibilità alla luce che scegliamo ci consente riprese in condizioni di luce scarsa e di avere immagini più o meno nitide.</p>
<p><em>Vincenzo Cammarata</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;eleganza dello scritto</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 08:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Così come lo scopo primario di un cappotto è quello di proteggerci dal freddo, allo stesso modo lo scopo primario del linguaggio è quello di comunicare. Ma quando scegliamo un cappotto, oltre alla qualità, non guardiamo forse anche il taglio, &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/leleganza-dello-scritto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così come lo scopo primario di un cappotto è quello di proteggerci dal freddo, allo stesso modo lo scopo primario del linguaggio è quello di comunicare. Ma quando scegliamo un cappotto, oltre alla qualità, non guardiamo forse anche il taglio, il colore, la foggia, le cuciture e tutti i particolari? Ecco, lo stesso vale per la scrittura. Se siamo ad Ercolano, e vogliamo raccontare gli splendidi affreschi delle case antiche, o la forza immobile (non sempre!) del Vesuvio che incombe, non possiamo pensare di usare le prime parole che ci vengono in mente. Dobbiamo cercare di ricreare la stessa eleganza, la stessa forza, la stessa imponenza che le cose ci suggeriscono. Dobbiamo cercare parole non solo che “vogliono dire” quella certa cosa, ma anche che la evochino con il loro suono, con la loro forma. Posso dire “grande” o posso dire “mastodontico” (richiamando il senso di un animale del passato). Posso dire “caldo” o posso dire “incandescente” (evocando anche il pericolo del vulcano). Come per il cappotto, guardiamo sempre i dettagli prima di comprare&#8230;</p>
<p><em>Claudio Visentin e Guido Bosticco</em></p>
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		<title>Le cose possono parlare (ancora sugli aggettivi)</title>
		<link>http://www.spacetravelnotes.com/le-cose-possono-parlare-ancora-sugli-aggettivi/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 08:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Space Hotels</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello degli aggettivi è un mondo speciale per uno scrittore. Ognuno ha i suoi preferiti e li mette con cura dove pensa siano di maggior impatto. A volte, per esempio, può essere interessante spostarli da una cosa ad un&#8217;altra per &#8230; <a href="http://www.spacetravelnotes.com/le-cose-possono-parlare-ancora-sugli-aggettivi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello degli aggettivi è un mondo speciale per uno scrittore. Ognuno ha i suoi preferiti e li mette con cura dove pensa siano di maggior impatto. A volte, per esempio, può essere interessante spostarli da una cosa ad un&#8217;altra per creare un effetto coinvolgente nel lettore. Quando scriviamo di viaggio, tendiamo spesso a parlare di noi stessi (ovviamente) e delle nostre sensazioni. Ciò può essere fastidioso per chi legge, in quanto si sente “escluso”: quella sensazione l&#8217;hai provata tu e non io! Allora esercitatevi a “riversare” le vostre sensazioni su ciò che vedete fuori da voi: così parlerete di cose che tutti possono immaginare, ma allo stesso tempo farete passare il vostro punto vista, il vostro stato d&#8217;animo. È diverso dire: «Quella stanza era dipinta di grigio e mi metteva di cattivo umore» dal dire semplicemente (ma più incisivamente): «Quella stanza era dipinta di un grigio cupo» (per far intendere che quel grigio era cupo e rendeva cupo anche me, ma anche il mio lettore).</p>
<p><em>Claudio Visentin e Guido Bosticco</em></p>
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