La prima e la terza non sono le marce dell’auto.

Di regola racconta il tuo viaggio in terza persona, come se prestasti i tuoi occhi agli altri. Usa la prima persona solo se quel che racconti ti ha coinvolto personalmente, per esempio un incontro, o se vuoi mostrare come un’esperienza di viaggio ti ha messo alla prova, suscitando in te sensazioni e reazioni che potrebbero interessare il lettore. Ma anche in questo caso il lettore non deve ammirarti, ma piuttosto dovrebbe riuscire a mettersi nei tuoi panni. Ricorda che il lettore è il tuo padrone.

Claudio Visentin

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Una risposta a La prima e la terza non sono le marce dell’auto.

  1. Claudia scrive:

    Molto interessante il fatto di non dover suscitare l’ammirazione del lettore, ma piuttosto riuscire a coinvolgerlo. E’ una regola semplice ma facile da dimenticare mentre si scrive. A proposito di terza persona, Le volevo chiedere cosa pensa di quella “onnisciente” e se la consiglia per i libri di viaggio.

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