Le cose possono parlare (ancora sugli aggettivi)

Quello degli aggettivi è un mondo speciale per uno scrittore. Ognuno ha i suoi preferiti e li mette con cura dove pensa siano di maggior impatto. A volte, per esempio, può essere interessante spostarli da una cosa ad un’altra per creare un effetto coinvolgente nel lettore. Quando scriviamo di viaggio, tendiamo spesso a parlare di noi stessi (ovviamente) e delle nostre sensazioni. Ciò può essere fastidioso per chi legge, in quanto si sente “escluso”: quella sensazione l’hai provata tu e non io! Allora esercitatevi a “riversare” le vostre sensazioni su ciò che vedete fuori da voi: così parlerete di cose che tutti possono immaginare, ma allo stesso tempo farete passare il vostro punto vista, il vostro stato d’animo. È diverso dire: «Quella stanza era dipinta di grigio e mi metteva di cattivo umore» dal dire semplicemente (ma più incisivamente): «Quella stanza era dipinta di un grigio cupo» (per far intendere che quel grigio era cupo e rendeva cupo anche me, ma anche il mio lettore).

Claudio Visentin e Guido Bosticco

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