L’eleganza dello scritto

Così come lo scopo primario di un cappotto è quello di proteggerci dal freddo, allo stesso modo lo scopo primario del linguaggio è quello di comunicare. Ma quando scegliamo un cappotto, oltre alla qualità, non guardiamo forse anche il taglio, il colore, la foggia, le cuciture e tutti i particolari? Ecco, lo stesso vale per la scrittura. Se siamo ad Ercolano, e vogliamo raccontare gli splendidi affreschi delle case antiche, o la forza immobile (non sempre!) del Vesuvio che incombe, non possiamo pensare di usare le prime parole che ci vengono in mente. Dobbiamo cercare di ricreare la stessa eleganza, la stessa forza, la stessa imponenza che le cose ci suggeriscono. Dobbiamo cercare parole non solo che “vogliono dire” quella certa cosa, ma anche che la evochino con il loro suono, con la loro forma. Posso dire “grande” o posso dire “mastodontico” (richiamando il senso di un animale del passato). Posso dire “caldo” o posso dire “incandescente” (evocando anche il pericolo del vulcano). Come per il cappotto, guardiamo sempre i dettagli prima di comprare…

Claudio Visentin e Guido Bosticco

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