Nilo.
Ho composto la tavola usando la pagina di un abbecedario per le scuole primarie stampato al Cairo negli anni ’30 del 900. I caratteri sono litografati.
Si vede ancora l’antico aratro, si vedono i gesti immutabili e millenari e l’infinita pazienza che si ostina su questi campi da prima di Menfi e di Tebe.
Ho poi cercato e trovato nella realtà le immagini corrispondenti. E’ quasi l’ora del maghreb. L’ora nella quale anche il fellah smette di lavorare. C’è un airone guardiabuoi, il sadiq al fellah, l’amico del contadino, come lo chiamano in Egitto.
Stefano Faravelli


