Quando il che è di troppo

Il titolo dice già tutto, ma meglio di tanta teoria, possono fare dei buoni esempi.

«Erano due giorni che pioveva a dirotto» «Pioveva a dirotto da due giorni»; «Mentre camminava sentì una voce che gli diceva…»  «Stava camminando quando una voce gli disse…» (oppure «Mentre camminava sentì una voce dirgli qualcosa…»); «Ho pensato che se fosse arrivato prima…»  «Ho pensato: se fosse arrivato prima…»; «C’era sempre qualcosa che bisognava fare» «C’era sempre qualcosa da fare per forza». E così via. Anche questa non deve diventare un’ossessione, ma un gioco divertente forse sì: scrivete liberamente, aggiustate le vostre frasi, riscrivete e rifinite. Poi datevi una regola, per esempio: al massimo 5 “che” per pagina. Sarà dura, ma vi aiuterà a pensare le frasi in modo diverso e a migliorarvi.

Claudio Visentin e Guido Bosticco

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